Competenza

Zero Trust e segmentazione di rete

Nessun accesso è implicitamente affidabile. Progettare in ottica Zero Trust significa verificare identità, contesto e postura a ogni richiesta — e contenere ogni possibile movimento all’interno della rete, così che un singolo varco non diventi un disastro.

Cos’è, in parole chiare

Il modello tradizionale presume che ciò che è “dentro” la rete sia affidabile e ciò che è “fuori” no. È un assunto che oggi non regge: una volta superato il perimetro, chi attacca si muove con relativa libertà. Il Zero Trust ribalta la logica — nessuna fiducia implicita basata sulla posizione in rete. Ogni accesso a una risorsa viene autenticato, autorizzato e valutato in base a identità, dispositivo e contesto: ogni volta, non una volta soltanto.

Perché serve, soprattutto in ambienti critici

La maggior parte dei danni gravi non nasce dall’intrusione iniziale, ma dal movimento laterale che segue: da una postazione compromessa si raggiungono server, storage, sistemi clinici o industriali. In una rete piatta basta un varco. La segmentazione unita al Zero Trust riduce drasticamente questa superficie: anche se un segmento cade, gli altri restano isolati e l’incidente resta circoscritto. In contesti regolati — NIS2, GDPR, linee guida ACN — questo non è solo buona pratica, è un requisito che va dimostrato.

Come intervengo

Segmentazione e micro-segmentazione

Separo i domini — server, storage, postazioni, sistemi clinici o industriali, amministrazione — con punti di enforcement dedicati (zone firewall, VDOM, VLAN controllate), applicando il minimo privilegio tra un enclave e l’altro.

Accesso remoto Zero Trust (ZTNA)

Sostituisco le VPN “tutto o niente” con accessi per singola applicazione, condizionati all’identità e alla postura del dispositivo, con verifiche continue e non un solo controllo all’ingresso.

Policy legate all’identità

Integro le identità (Entra ID, RADIUS/MFA, controllo degli accessi alla rete) così che le regole seguano l’utente e il suo ruolo, non l’indirizzo IP.

Con il metodo di sempre

Progetto documentato (HLD/LLD con trade-off espliciti), procedure di test con criteri OK/KO, finestre di intervento con rollback definito e telemetria auditabile fin dal primo giorno. Una segmentazione mal collaudata è pericolosa quanto la sua assenza.

Un caso reale

Per un IRCCS ho segregato la server farm dietro un punto di enforcement Zero Trust dedicato, migrando le VLAN di produzione — server, storage, NAS — e riducendo la superficie di movimento laterale tra sistemi clinici e amministrativi. Il tutto con Low-Level Design, procedura di collaudo formale a criteri binari e un timer di rollback non negoziabile in finestra di cambio.

Hai una rete da segmentare?

Che si tratti di isolare una server farm, introdurre lo ZTNA o preparare la conformità NIS2, possiamo partire da un’analisi della tua architettura attuale.